L’alba dentro un imbrunire. Vie d’uscita dal disastro antropologico/ VII. Tornare ad essere corpi/
settembre 13th, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
Lo scorso anno un gruppo di immigrati è salito sulla torre di via Imbonati a Milano, per protestare contro le leggi che rendono l’immigrazione un reato. C’è rimasto per qualche giorno, in precario equilibrio, soffrendo la paura e la fatica, e poi è sceso. Una notizia che è stata ingoiata come le altre dalla macchina tritatutto della cronaca. Ma in realtà in questa vicenda c’è qualcosa che forse è sfuggito, almeno all’inizio, anche agli stessi protagonisti. Il corpo, nell’era del web e della smaterializzazione, è tornato ad essere lotta politica; non strumento o terreno di lotta, ma proprio lotta incarnata. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire la socialità/ L’alba dentro un imbrunire. Vie d’uscita dal disastro antropologico. VI Restituire il potere
agosto 7th, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
“Certo dobbiamo farne di strada da una ginnastica d’obbedienza/ Fino ad un gesto molto più umano che ci dia il segno della violenza/ Però dobbiamo farne altrettanta per diventare così coglioni/ Da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni”. [Fabrizio de Andrè, Nella mia ora di libertà]. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire la socialità/ L’alba dentro un imbrunire. Vie d’uscita dal disastro antropologico. V
giugno 16th, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
“Socializzazione”. Insieme a “libertà”, si tratta della parola che ci siamo fatti rubare, o perlomeno che ha smarrito il suo significato, come tante parole dell’universo di discorso della politica. « Leggi il seguito di questo articolo »
L’alba dentro un imbrunire. Vie d’uscita dal disastro antropologico/ IV. Alimentare la speranza
giugno 5th, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
“La mancanza di speranza è la cosa più insopportabile per i bisogni umani. E’ per questo che persino l’inganno per funzionare deve lavorare suscitando speranza”[1]. Uno degli elementi più interessanti delle ultimissime consultazioni elettorali è il mutamento di filosofia da parte della destra italiana per quello che riguarda i suoi messaggi agli elettori: Silvio Berlusconi in particolare è passato da messaggi ottimistici e positivi, volti a vendere false speranza (“Il nuovo miracolo italiano”, “Rialzati Italia”) a cupi messaggi negativi che si posizionavano sulla difensiva (“Non lasciamo Milano in mano ai comunisti”; “Milano come Zingaropoli” ecc.). « Leggi il seguito di questo articolo »
L’alba dentro un imbrunire. Vie d’uscita dal disastro antropologico/ III. Recuperare il vocabolario
maggio 23rd, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
Un mondo nuovo richiede parole nuove, ma è costruito anche con parole vecchie. Sulla soglia di un cambiamento mancano le parole per dire la realtà che stiamo inaugurando, ma sentiamo anche l’insufficienza de linguaggio che appartiene ancora ai territori che vogliamo abbandonare. E’ così per tutti i grandi passaggi della storia: La tragedia di Mosè sta tutto in questo suo essere troppo avanti per la sua epoca, troppo indietro per quella nuova: la sua morte al limitare dell’ingresso nel tempo nuovo è il marchio del suo debole eroismo. « Leggi il seguito di questo articolo »
L’alba dentro un imbrunire. Vie d’uscita dal disastro antropologico / II. Dipingere il nemico
marzo 29th, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
Non abbiamo paura di usare il termine “nemico”; del resto lo usa anche Gesù (Mt 5, 43). Il comandamento dell’amore verso il proprio nemico prevede che un nemico vi sia. E il nemico non è semplicemente la persona che abbiamo di fronte, il singolo oppressore: nemica è la struttura di pensiero, azione e potere che ha messo al mondo l’oppressore e contribuisce perpetuare l’oppressione. « Leggi il seguito di questo articolo »
L’alba dentro un imbrunire/ Vie d’uscita dal disastro antropologico (I)
febbraio 25th, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
Si può uscire dal tunnel. L’idea di trovarci in una scatola chiusa, in una gabbia senza uscite, la claustrofobia sociale che non ci fa vedere vie d’uscita, il senso di impotenza e di rassegnazione perché “tanto non cambia mai niente”; tutto questo fa parte dei dispositivi e dei meccanismi del dominio; un mondo popolato da soggetti rassegnati o soltanto incattiviti in una rabbia tutta rivolta contro l’interno, a metà strada tra la posizione paranoica e la posizione depressiva è l’ideale della forma di dominio che oggi dobbiamo invece affrontare e sconfiggere. « Leggi il seguito di questo articolo »
Come si diventa Silvio/ La fine della discussione
febbraio 18th, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
I dispositivi per la formazione di un nuovo italiano (4). Sappiamo da qualche secolo che le strutture nelle quali si svolge e si gioca la politica non sono indifferenti rispetto ai contenuti della medesima. Sappiamo anche che le strutture educative non sono indifferenti rispetto al risultato ottenuto dall’educatore. Come potremmo stupirci che le strutture all’interno delle quali si dà oggi la discussione nell’ambito politico agiscano per creare soggetti che riflettono e perpetuano il modo berlsuconiano di fare politica? « Leggi il seguito di questo articolo »
Come si diventa Silvio/ L’uso personale del potere
gennaio 26th, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
I dispositivi per la formazione di un nuovo italiano (3). La dimensione del potere sembra essere la più rimossa da parte degli educatori e delle educatrici, degli/delle insegnanti; essi/e sembrano sempre sottintendere una loro non-partecipazione nei confronti di un potere che si situa sempre “altrove”: nelle mani di Presidi, Provveditori, Ministri, nelle pieghe della burocrazia, sulle scrivanie di coloro che vergano i programmi di studio. « Leggi il seguito di questo articolo »
Come si diventa Silvio/ La prevalenza dell’esteriorità
gennaio 14th, 2011 § Lascia un commento
raffaele mantegazza
Continuiamo la nostra rassegna dei comportamenti e degli atteggiamenti apparentemente apolitici che hanno costituito e costituiscono la base per l’implementazione del sistema di potere simboleggiato dalla figura di Silvio Berlusconi. « Leggi il seguito di questo articolo »
